Dal Paese più popoloso al mondo, al crollo delle nascite. La Cina di Xi Jinping (foto) negli ultimi anni ha completamente invertito la sua traiettoria e, per il quarto anno consecutivo la popolazione è diminuita. Nel 2025 il tasso di natalità è sceso a circa 5,6 nati per mille abitanti, con meno di otto milioni di neonati, rispetto ai 18 milioni del 2016, il dato più basso dalla fondazione della Repubblica Popolare nel 1949, mentre la popolazione è scesa di circa 3,4 milioni di persone, attestandosi intorno a 1,405 miliardi. Sono tre gli elementi principali che stanno affossando la natalità: per prima cosa l'eredità della politica del figlio unico è ancora incisa nella coscienza comune; in secondo luogo i costi di abitazione, istruzione e cura dei figli nelle grandi città, uniti alla precarietà percepita e alle difficoltà del mercato del lavoro giovanile, rendono la genitorialità un investimento ad altissimo rischio; infine i dati mostrano che il numero di matrimoni ha toccato i minimi storici. In bilico anche il Pil che, a fine 2025, ha chiuso in rialzo del 5%, poco sopra il 4,9% atteso, centrando il target ufficiale governativo, fermandosi però ai livelli più bassi degli ultimi decenni al netto del periodo della pandemia del Covid. Guardando all'ultimo trimestre, secondo i dati dell'Ufficio nazionale di statistica, il Pil si è attestato a +4,5% su base annua, al passo più lento dal quarto trimestre del 2022 e in frenata rispetto al 4,8% del terzo trimestre del 2025.
Le nascite in Cina ai minimi dal 1949
Scritto il 20/01/2026