Le isole Chagos sono un gruppo di atolli nell'Oceano Indiano situati a circa 500 km a sud delle isole Maldive che sono al centro di una disputa di sovranità tra il Regno Unito e le Mauritius.
In particolare, sulle isole, è presente un'importante base aerea utilizzata dagli Stati Uniti: la base di Diego Garcia. Questa base è stata ampiamente sfruttata balla U.S. Air Force durante varie operazioni in Asia centrale e in Medio Oriente: da Diego Garcia, ad esempio, decollavano i bombardieri strategici che colpivano l'Afghanistan.
Il 22 maggio 2025, il primo ministro britannico Keir Starmer aveva firmato un accordo formale sul trasferimento della sovranità delle isole Chagos a Mauritius che però avrebbero garantito l'uso della base alle forze Usa e inglesi. Un accordo che però non risolveva il problema dei legittimi abitanti di Chagos sull'isola. Il 5 gennaio 2026, i conservatori della Camera dei Lord hanno imposto un emendamento che avrebbe richiesto un referendum di autodeterminazione del popolo Chagos prima che l'accordo potesse essere concluso,e un altro che avrebbe visto il Regno Unito interrompere i pagamenti se l'uso della base per scopi militari fosse diventato impossibile. A complicare la questione, però, ci si sono messi anche gli Stati Uniti di Donald Trump. Il presidente Usa, a gennaio 2026, ha infatti definito il ritorno delle isole Chagos alle Mauritius un “atto di grande stupidità” e “totale debolezza” che danneggia la sicurezza nazionale e avvantaggia rivali come Cina e Russia.
Recentemente sono emerse nuove prove che sembrano indebolire la volontà di Londra di trasferire la sovranità delle isole Chagos, ovvero che il controverso trattato sia necessario per garantire il futuro a lungo termine della base militare di Diego Garcia. Pochi giorni dopo che i ministri avevano insistito in parlamento sulla necessità di ratificare il trattato per proteggere la base, il Dipartimento della Guerra Usa ha assegnato un importante contratto a lungo termine per le operazioni a Diego Garcia, descrivendo esplicitamente il territorio come Territorio Britannico dell'Oceano Indiano.
Secondo un bando di gara pubblicato dalla Difesa Usa il 13 gennaio, una società statunitense si è aggiudicata un contratto a tempo indeterminato per la fornitura di servizi di supporto operativo alla Navy Support Facility di Diego Garcia sino a gennaio 2034, con un valore massimo di 656 milioni di dollari per l'intera durata ma il cui finanziamento iniziale per l'anno fiscale 2026 è già stato messo a bilancio.
In pratica l'amministrazione statunitense ha di fatto scavalcato Londra nella gestione delle competenze territoriali con le Mauritius, ignorando di fatto ogni tipo di rivendicazione degli isolani. Questa mossa mette in imbarazzo il governo britannico in quanto dimostra che gli Stati Uniti stanno pianificando la stabilità a lungo termine di Diego Garcia come territorio inglese senza essersi consultati con Londra o senza aver ascoltato la popolazione locale e il governo delle Mauritius, inoltre il contratto statunitense non solo scade nel 2034, ma non fa alcun riferimento a un imminente cambiamento di sovranità, identificando invece ripetutamente Diego Garcia come parte del Territorio Britannico dell'Oceano Indiano.
Quanto emerso ha aperto una piccola crisi nel parlamento britannico, ma la questione fondamentale non riguarda tanto quello che succede a Londra, quanto l'atteggiamento statunitense verso il mantenimento o l'acquisizione di posizioni strategiche intorno al globo. Alle isole Chagos stiamo vedendo lo stesso modus operandi degli Stati Uniti con la Groenlandia, seppur in piccolo. Là dove una nazione, anche una fedele nazione come il Regno Unito che è sempre stato lo scudiero degli Usa, non riesce a risolvere certe questioni che Washington percepisce come strategiche per la propria sicurezza nazionale, si interviene direttamente scavalcando chi dovrebbe avere più voce in capitolo.