Lo Stretto di Hormuz è stato "completamente aperto" alle navi commerciali e lo rimarrà finché regge il cessate il fuoco in Medioriente. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi annuncia la ripresa della cruciale rotta marittima, "in linea con la tregua in Libano", precisando che le imbarcazioni dovranno seguire le rotte coordinate dall'Organizzazione iraniana per i porti e la navigazione marittima. Una mossa, quella di Araghchi, che suscita tuttavia rare e dure critiche dai media statali, secondo i quali ha creato confusione e ha dato a Donald Trump l'opportunità di rivendicare la vittoria. "Lo Stretto di Hormuz è completamente aperto, operativo e pronto per il pieno transito", scrive pochi istanti dopo il presidente americano su Truth, precisando che il regime "ha accettato di non chiudere mai più il passaggio. Non verrà più utilizzato come arma contro il mondo". Il tycoon spiega comunque che il blocco navale statunitense sulle imbarcazioni in partenza e in arrivo dai porti della Repubblica islamica rimarrà pienamente in vigore "finché la nostra transazione con l'Iran non sarà completata al 100%". L'annuncio giunge nel contesto del più ampio sforzo volto a siglare un accordo di pace tra Washington e Teheran. Trump spiega ad Axios che Usa e Iran si incontreranno probabilmente "nel fine settimana" per raggiungere un'intesa "entro un paio di giorni". Ne approfitta pure per tornare ad attaccare la Nato, definendola una "tigre di carta" e dicendo chiaramente che deve "stare fuori" da Hormuz. "Ora che la situazione nello Stretto si è risolta, ho ricevuto una telefonata dalla Nato in cui gli alleati mi chiedevano se avessimo bisogno di aiuto - sottolinea - Ho detto loro di starne fuori, a meno che non vogliano semplicemente riempire le loro navi di petrolio. Sono stati inutili nel momento del bisogno: una tigre di carta".
L'Iran non ha mai dichiarato di aver formalmente chiuso la rotta marittima, ma dall'inizio dell'Operazione Eric Fury alla fine di febbraio, le forze del regime hanno attaccato petroliere civili nell'area e minato parte del canale navigabile, riducendo drasticamente il traffico. Hanno concesso il permesso di transito a una manciata di petroliere, pur continuando a limitare gran parte degli attraversamenti, incluse le spedizioni legate a Usa, Israele, e ai paesi che Teheran ha attaccato per aver ospitato basi militari americane. Anche il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ora plaude all'annuncio della riapertura a tutte le navi commerciali e lo considera "un passo nella giusta direzione". La chiusura di fatto dello Stretto ha bloccato centinaia di navi all'interno del Golfo e fatto lievitare i costi di trasporto delle merci, e ieri gli esponenti del settore marittimo hanno accolto con cautela l'annuncio: il colosso tedesco dei trasporti Hapag-Lloyd - che ha diverse navi bloccate - spiega ad esempio che la riapertura rappresenta "in generale... una buona notizia". Ma gli armatori necessitano di dettagli in merito alle rotte che le navi potranno seguire, citando il timore delle mine marine. La decisione intanto fa accelerare Wall Street con il Dow Jones che sale subito dell'1,72%, il Nasdaq dell'1,20%, mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,04%. Allo stesso tempo prosegue il crollo dei prezzi di petrolio e gas: il Wti cede l'11,5% scivolando sotto gli 84 dollari al barile mentre il Brent perde il 10% a 89 dollari. Ad Amsterdam i contratti Ttf lasciano sul terreno più del 7% a 39 euro al megawattora. Anche le borse europee festeggiano: Francoforte è la migliore con il Dax a +2,27%, Parigi sale dell'1,97%, Milano chiude di slancio con il Ftse Mib che sale dell'1,75%, e Londra è la più cauta, con il Ftse 100, a fine giornata, che segna un +0,73%.