Donald Trump ha reso pubblici screenshot di messaggi privati ricevuti dal presidente francese Emmanuel Macron e dal segretario generale della NATO, Mark Rutte, rendendo pubblici scambi che normalmente restano confinati ai canali riservati della diplomazia. I messaggi fanno riferimento diretto alla Groenlandia e al più ampio quadro delle crisi internazionali in corso. La scelta di rendere pubblici scambi riservati ha acceso un nuovo fronte di tensione diplomatica, riportando al centro del confronto la Groenlandia e il metodo stesso della comunicazione tra alleati.
Nel messaggio attribuito a Macron, il presidente francese si rivolge a Trump con un tono confidenziale ma diretto, alternando convergenze e perplessità. "Amico mio – scrive – siamo totalmente allineati sulla Siria. Possiamo fare grandi cose sull’Iran". Poi il passaggio chiave: "Non capisco cosa tu stia facendo sulla Groenlandia". Macron propone quindi una via diplomatica per ricomporre il confronto, suggerendo "una riunione del G7 dopo Davos a Parigi" e persino una cena bilaterale prima del rientro di Trump negli Stati Uniti, con l’idea di coinvolgere, a margine, ucraini, danesi, siriani e russi. L'indisponibilità francese a far parte del Consiglio per la Pace di Gaza, intanto, dove tra gli invitati da Trump c'è anche Vladimir Putin, ha scatenato la reazione del presidente USA nei confronti del made in France, con la minaccia di dazi al 200% su vino e champagne.
Mentre l'Europa si oppone pubblicamente al presidente degli Stati Uniti, il linguaggio appare più morbido dietro le quinte. Iniziando con "Amico mio", il tono di Macron è stato più deferente rispetto alle critiche rivolte alla Francia e ad alcuni dei suoi partner europei. Prima di affrontare la disputa sulla Groenlandia, ha scelto di parlare prima di altre questioni su cui lui e Trump sembrano essere più o meno sulla stessa lunghezza d'onda. La cosa più notevole è che il leader francese ha dichiarato a Trump nel suo messaggio che sarebbe stato disposto a invitare rappresentanti sia dell'Ucraina che della Russia a un incontro a Parigi questa settimana, un'idea che Macron non ha espresso pubblicamente.
Diverso il tono del messaggio firmato da Rutte, più elogiativo e orientato alla collaborazione. "Ciò che hai realizzato oggi in Siria è incredibile", scrive al presidente americano, aggiungendo che avrebbe utilizzato i propri interventi mediatici a Davos per valorizzare il lavoro statunitense "in Siria, a Gaza e in Ucraina". Rutte si dice inoltre "impegnato a trovare una strada in avanti sulla Groenlandia" e conclude con un saluto personale, sottolineando l’attesa di un incontro.
Rutte si è rifiutato di parlare pubblicamente della Groenlandia nonostante la crescente preoccupazione per le minacce di Trump di acquisire l'isola e per le conseguenze che ciò avrebbe per l'integrità territoriale dell'alleato della NATO, la Danimarca. Pressato la scorsa settimana sui progetti di Trump sulla Groenlandia e sugli avvertimenti della Danimarca secondo cui qualsiasi azione militare statunitense potrebbe significare la fine della NATO, Rutte ha dichiarato: "Non posso mai commentare su questo. È impossibile farlo in pubblico".
La pubblicazione dei testi ha avuto un impatto immediato. Le chat mostrano, nero su bianco, due approcci distinti: da un lato Macron, che esprime apertamente incomprensione e chiede un confronto politico multilaterale; dall’altro il segretario generale della Nato, che privilegia il sostegno pubblico e la ricerca di una soluzione condivisa. In entrambi i casi, la Groenlandia emerge come punto sensibile, simbolo delle tensioni strategiche nell’Artico e del rapporto tra Washington e gli alleati europei.
Dopo la diffusione dei messaggi, Macron è intervenuto pubblicamente ribadendo che i rapporti internazionali devono basarsi sul rispetto reciproco e non su pressioni o intimidazioni, un riferimento letto come collegato alla scelta di rendere pubbliche comunicazioni private.