Tra il festival delle iperboli trumpiane, guerre che cominciano e non finiscono, tregue che si susseguono per essere violate, minacce sul blocco dello stretto di Hormuz e riaperture temporanee c'è un dato che appare evidente quanto tragico: gli iraniani stanno peggio di prima. Siamo passati dal sogno del "regime change" a un'ondata di impiccaggioni che non si ricordava per ferocia e numeri dal lontano 1989. Il dissenso viene schiacciato, cancellato. La ragione nobile dell'intervento Usa-Israele è finita in soffitta: non se ne parla più. Mentre c'è un forsennato lavorio internazionale per scongiurare la crisi energetica, si tratta sul nucleare o si ragiona sulla fine delle sanzioni a Teheran per dare ossigeno al negoziato, le persecuzioni che sottopongono il dissenso iraniano ad ogni tipo di crudeltà sono ormai considerate danni collaterali sia del conflitto, sia di un'ipotetica pace. Appunto, pure della pace perché è scontato che ogni compromesso, ogni accordo preveda il riconoscimento - pubblico o sottinteso - dell'avversario, nel caso la legittimazione diretta o indiretta del regime degli ayatollah. È l'allucinante paradosso a cui potremmo assistere. È il vero delitto di una guerra cominciata senza avere nessuna idea su come doveva finire. Basandosi sui report del Mossad, piegati ai fini di Israele, che dava probabile l'insurrezione della popolazione e ignorando lo scetticismo della Cia. Così la giusta causa del conflitto, la più coniugabile con i valori dell'Occidente andrà a farsi benedire. È il vero crimine di Donald Trump. La fotografia del suo cinismo già sperimentato in passato. Nel suo primo mandato The Donald trattò con i talebani la fine della guerra in Afghanistan attuata poi da Biden. Dopo aver illuso un popolo con la democrazia gli fu detto la ricreazione è finita: di botto a Kabul tornò il velo e la Sharia. Fu dato un colpo all'immagine Occidente che rese le autocrazie più intraprendenti. Fu allora che nacque il nuovo ordine mondiale. Il conflitto iraniano, condotto con superficialità e pressappochismo, rischia di essere la seconda mazzata. Forse quella letale.