Giuseppe Sala alza la voce contro chi racconta una Milano diversa da quella che il sindaco racconta. Dal palco dell’inaugurazione della nuova centrale operativa della Polizia locale, il primo cittadino se l’è presa con i media e con presunti avversari politici, rei di diffondere un’immagine distorta della città. Per Sala, infatti, "bisognerebbe anche essere onesti e raccontarla bene questa città".
Nel mirino finiscono in particolare alcune analisi e reportage che descriverebbero il benessere e le disuguaglianze del capoluogo lombardo. "Ho visto cose obbrobriose in questi giorni. Report falsi sui ricchi di Milano" il j’accuse di Sala, che parla apertamente di una campagna orchestrata per danneggiare l’immagine della città. A suo avviso "c'è la volontà di far male a Milano; abbiamo una serie di problemi che hanno anche altre città, ma questa voglia di colpire Milano ha un'origine anche politica che trovo inaccettabile".
Una difesa che passa anche dal paragone con altre realtà urbane. Sala rivendica come Milano sia stata a lungo etichettata in modo ingiusto: "Milano aveva lo stigma della città più pericolosa d'Italia, per esempio, poi si è visto che è così anche per altre realtà". Una lettura che tende a diluire le responsabilità locali in un quadro più ampio, nazionale e internazionale. Ma sul tema della sicurezza, il sindaco è costretto ad ammettere le difficoltà dopo aver parlato in passato di “percezione”. "La sicurezza è un problema enorme e va gestito dalla politica e la politica è composta da chi chiacchiera e da chi ci mette la faccia" la sua versione. E ancora: "La sicurezza è una questione che impegna tutti i Paesi del mondo e una questione su cui spero che pian piano venga fuori anche un po’ di verità: la mia verità è che il problema sicurezza c'è a Milano".
Nel tentativo di ridimensionare l’allarme, Sala torna ancora una volta sul confronto con il resto d’Italia: "Milano ha avuto per molto tempo lo stigma della città più insicura ma i problemi di sicurezza stanno venendo fuori ovunque". Una linea difensiva che, però, non cancella il dato di fondo: l’insicurezza resta una delle principali preoccupazioni dei milanesi, al di là delle polemiche sui “report falsi”.