Nordio: "Mi assumo la responsabilità politica". Il vice Sisto apre al dialogo con l'Anm

Scritto il 24/03/2026
da Redazione web

Il Guardasigilli ammette: "Errore di comunicazione, mi assumo la responsabilità politica". Ma avvisa le opposizioni sul potere dato ai magistrati

Il 53,23% degli italiani ha deciso per il No alla riforma della Giustizia, mentre il Sì si è fermato al 46,77%. Sono i dati definitivi del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo diffusi dal Viminale. Mancano solo i voti della sezione 127 del comune di Sassari (Ss) su cui sono in corso delle verifiche, gli atti sono stati inviati all'Ufficio centrale per il completamento delle operazioni.

Un dato che il governo non intende ignorare, ma che non ferma l'agenda della maggioranza. "Andremo avanti con rispetto", ha detto ieri la premier Giorgia Meloni. E oggi lo ribadisce al Corriere anche Carlo Nordio. "Non la considero una sconfitta personale", spiega, "Era una riforma in cui credevo e in cui penso di aver messo tutto l'impegno possibile. Ero certo che avremmo vinto. Mi inchino al popolo sovrano. Ma non penso a dimettermi. Ho ancora molte cose da fare, anche se alcune riforme si fermeranno".

"Penso ci sia stata una difficoltà di comunicazione su un tema complesso", aggiunge il ministro della Giustizia, "Noi abbiamo provato a spiegare con parole semplici, ma non siamo riusciti a fugare la paura che venisse 'scassata la Costituzione'. Ora l'azione delle toghe sarà più invasiva? Sì, nel senso che limiterà l'iniziativa politico-parlamentare in alcuni ambiti a cominciare dall'immigrazione".

Poi il Guardasigilli avvisa anche la sinistra: "In questo momento il problema è loro più che nostro", dice a SkyTg24, "Intanto perché ci sarà una guerra intestina per intestarsi la vittoria, poi dovranno fare i conti con l'Anm che è la vera vincitrice e diventa un soggetto politico anomalo, che si contrappone ai governi. Purtroppo ora l'intervento della magistratura associata e sindacalizzata sarà quello di una forte pressione politica. È una vittoria dell'Anm, parliamoci chiaro. Questo darà all'Anm un potere contrattuale che sarà aumentato e di cui farà i conti anche la sinistra perché prima o poi andranno anche loro al governo", ha aggiunto.

Ma il governo pensa già al futuro: "Adesso dobbiamo dedicarci all'efficientamento della Giustizia: ai concorsi da bandire per completare la pianta organica dei magistrati e alla stabilizzazione del personale del Pnrr", sottolinea Nordio, "Prendendola con filosofia diciamo che la sconfitta ci fa risparmiare molto tempo che avremmo dovuto dedicare ai decreti attuativi per fare tutto questo".

"Di seguito al risultato del referendum credo si possano disegnare responsabilmente nuovi percorsi nei rapporti tra politica e magistratura, sarà opportuno stabilire le modalità di interfaccia unitamente al Consiglio nazionale forense, contraddittore necessario di ogni scelta. Va detto che l'Anm durante la campagna referendaria ha sempre sostenuto la necessità di riforme al sistema giudiziario, pur non concordando sul metodo di riforma della Costituzione. Se questo è vero, ci sono tutti i presupposti per ipotizzare un dialogo fattivamente teso a migliorare il sistema giustizia". Così il vice ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ha aperto al dialogo con il sindacato delle toghe.