Arriva gennaio, sempre inesorabile, lungo e glaciale e alla Serie A prudono le mani, le panchine scottano, i punti pesano più della bilancia post feste e i presidenti tirano fuori il libretto degli assegni con le tenaglie. È il momento dei colpi di mercato invernali, quelli che o ti salvano la faccia o ti seppelliscono per sempre. E la storia ce ne ha regalati di memorabili, tra perle rare e pacchi.
Torniamo indietro al dicembre 1997: Edgar Davids lascia il Milan per la Juventus. Lo davano per finito dopo una stagione opaca in rossonero; invece, il Pitbull atterra a Torino e diventa il cuore pulsante della Vecchia Signora. Scudetti, falcate infinite, grinta. Due anni dopo, gennaio 1999, l'Inter decide di mandare Álvaro Recoba al Venezia. El Chino, talento purissimo e testa matta, plana in laguna e segna undici goal in mezza stagione salvando i veneti dalla B con giocate da fuoriclasse. Una pennellata che sa di favola romantica: da riserva interista a eroe di provincia.
Andiamo ai più freschi. Febbraio 2015: Mohamed Salah va alla Fiorentina in prestito dal Chelsea. L'egiziano è una X gigante, poi esplode: nove gol, dribbling ubriacanti, giocate da fenomeno, storia al Liverpool, rimpianti eterni. Arriviamo ai giorni nostri. Stessa finestra, prezzi popolari e Füllkrug al Milan: debutto con gol al Lecce, delirio rossonero. Insomma, ianuarius resta una roulette russa. Ci sono i Kvara, i Vlahovic, i Nakata, i Toni, i Diego Costa, i Bruno Fernandes, i Van Dijk, i Kolo Muani, i Ferran Torres, ed altri che hanno fatto flop giganteschi.
La vera lezione? A volte sarebbe meglio non comprare niente, ma chi può resistere a questa sirena di Ulisse? Chi indovina stappa, chi sbaglia, paga.