Visti i risultati delle nostre, nelle varie coppe, possiamo sostenere, senza contestazione, che siamo noi la vera banda del buco europeo, cioè costretti a nasconderci nei bassifondi, svergognati e insultati dal popolo inferocito. Però c'è sempre un finale di campionato per sciacquarci la faccia, in attesa dell'assegnazione ufficiale del titolo all'Inter. Ad esempio il Como le busca dal Sassuolo e l'ex campione del mondo Fabio Grosso supera e blocca l'ex mondiale Cesc Fabregas, roba di un tempo lontano che però scombina i progetti euforici di champions dei comaschi alla seconda sconfitta consecutiva. Il resto si muove tra casi umani, minacce, primarie federali, autocandidature per la panchina di ct, insomma il classico repertorio del cinema Italia. Roma-Atalanta muove calde nostalgie all'allenatore giallorosso che però stuzzica i datori di lavoro, qualcosa di simile dovrebbe accadere in Napoli-Lazio ma Sarri ha scorza dura, il bel tempo passato al Maradona è roba bella ma antica, nel suo futuro si sussurra di Firenze. La strategia dell'emozione serve a tenere da parte i problemi del campo, quelli che riguardano la Roma e che potrebbero definitivamente togliere dal giro coppe l'Atalanta di Palladino. Ci sono poi due partite che possono raccontare molto, il Milan a Verona fa tornare alla mente fatali trasferte che stavolta non sarebbe opportuno ripetere se Allegri non vuole rischiare la faccia alla vigilia della sfida contro la Juventus, altro amarcord da commossi viaggiatori. Spalletti, intanto, dovrà però battere il Bologna che è già sbattuto di suo dopo la lezione d'inglese prese a Birmingham. A proposito di Inghilterra, domani pomeriggio Manchester City-Arsenal, sfida spettacolare, chi vince si prende la Premier. Beati loro.