Carica, pimpante, ma anche consapevole del viaggio da incubo che sta affrontando. Federica Brignone è a Plan De Corones per un gigante di Coppa (Tv: Rai 2 ed Eurosport 10.30 e 13.30) a quasi 300 giorni dall’ultima gara. «Sono un’atleta e sono qui per gareggiare, perché temevo che non avrei più avuto occasione di aprire un cancelletto, anche se ho lavorato 9 mesi per farlo - inizia lei -. Il mio è un obiettivo di performance e non di risultato. Mi aspetto solo di capire come reagisce il mio corpo. Essere qui con il mio curriculum è già una vittoria perché, se avessi subito questo tipo di infortunio 10 anni fa sarei stata molto meno forte di testa». Poi infila un po’ di date e cifre della sua personale odissea in questi 9 mesi. «Ho sciato 13 giorni nei pali, sul duro, come in gara, solo gli ultimi due giorni a Dobbiaco. Ho rimesso gli sci “da turista” ad inizio dicembre. Dopo 10 giorni, con quelli da gara, è stato un disastro, forse il momento più duro, insieme alla seconda operazione. Dopo Natale, con i primi ciuffetti direzionali, ho cominciato a vedere la luce ».
Il dolore? «Tutti i giorni, va accettato. In velocità, dove però ho sciato con i pantavento, cioé senza forzare, mi fa meno male, però devo ritrovare abitudine a salti, dossi e muri. In gigante tutto mi viene più naturale, ma, per contro, ci sono due manche a tre ore di distanza e molta più sollecitazione agli arti». La “ferraglia”, come la chiama lei, è ancora tutta nella gamba e preme sull’alta tibia, sul perone e sul ginocchio: «Uso solo tessuti per tenere calda l’articolazione e un tape: o così o smetto, niente tutore». Che cosa aspettarsi dopo l’antipasto di oggi? «Non so ancora. Devo provare, senza fare calcoli di comodo su pettorali e punti: non ho mai ragionato in modo conservativo. Meglio vivere appieno, che risparmiarsi senza vivere», questo il messaggio alla Fisi che raccomandava, semmai, di fare l’apripista. «Anche da forerunner passare tutta la trafila dall’attesa al freddo», la chiude lei.
Domani Brignone andrà, in ogni caso, a Cortina con le velociste: «Ragionando giorno per giorno ». Quali gare, quali Giochi? «Il livello del gigante in Tv non mi sembra stratosferico, ma manco da molto». E in velocità, indubbiamente, le prime due al mondo non ci sono (lei e Gut, ndc ): «Ci si è sempre infortunati: se succede ai top player fa più notizia – chiude Brignone – ma lo sci è uno sport pericoloso, se no - passatemi il termine - , non saremmo degli eroi!». Bentornata Fede, tu sola sai dove puoi e vuoi arrivare! Hop hop hop.