L'inchiesta per terrorismo aperta dalla Procura di Bologna trova un primo riscontro nei numeri dati dal Viminale: nel 2025 si sono registrati 49 episodi di sabotaggio sulla linea ferroviaria.
Il dato è in rapido aggiornamento. "Un sabotaggio a settimana" dice Salvini al Tg1. Da ieri sono 51 gli attacchi: domenica notte un'altra incursione si è verificata sulla linea merci della stazione di Bologna. Cavi tranciati e linea in tilt. Mentre martedì notte è stata presa di mira la linea Lecco-Colico-Tirano, che porta alla Valtellina e permette di proseguire con collegamenti su gomma verso Bormio e Livigno, sedi di gara delle Olimpiadi di Milano Cortina.
Sette cavi di una centralina di scambio sono andati a fuoco. Un episodio doloso, stando a quanto finora accertato, anche se non ci sono state conseguenze per il traffico ferroviario. Tornando ai numeri: il dato è allarmante.
Nel 2024 appena 9 sabotaggi, nel 2023 zero. In due anni si è registrata un'esplosione di attentati.
Chiaro segnale di una matrice anarchico-terroristica alle spalle. Il primo fascicolo è nelle mani della Procura di Bologna assegnata dal procuratore Paolo Guido al gruppo specializzato "Terrorismo" della procura, coordinato dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini parla di "dati inquietanti. I 49 casi del 2025 rispetto ai 9 dell'anno precedente sono un attacco all'Italia che non resterà impunito", avverte Salvini. "Oltre al carcere chiederemo risarcimenti milionari, a tutela dei passeggeri danneggiati".
Gli ultimi attentati alla linea ferroviaria sono stati rivendicati su alcuni blog anarchici. Anche se dal punto di vista investigativo al momento non ci sono conferme.
Azioni che sembrano mirate e coordinate con l'obiettivo di alzare il livello di tensione.
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, intervenendo lunedì sera al programma "Quarta Repubblica" su Mediaset, ha parlato di "obiettivo comune" tra le varie azioni, violenze di piazza e sabotaggi.
In un clima di crescente tensione che fa la sinistra? Ecco alcuni esempi. A Torino, in Consiglio comunale, lunedì sera il Partito democratico ha bocciato la proposta di adottare il daspo urbano contro i militanti di Askatasuna accusati di devastazioni e aggressioni alle forze dell'ordine. L'intero campo largo, dal Pd ad Avs, ha votato contro la sanzione nei confronti di Askatasuna. Posizione politica chiara, che arriva proprio all'indomani delle violenze in strada di sabato 31 gennaio.
"Il gruppo consiliare di Fi chiede da tempo un'applicazione più incisiva degli strumenti già previsti, come il daspo urbano, nei confronti di chi si rende responsabile di reati e atti di devastazione durante eventi pubblici" dice a Il Giornale Domenico Garcea. Dalla sinistra piovono parole in libertà.
Il rettore Tomaso Montanari sentenzia: "Il problema non è Askatasuna ma Matteo Salvini".
E Marco Grimaldi, di Avs, ipotizza una trappola preparata dal ministro Piantedosi per Askatasuna.
Dura la replica della senatrice di Fratelli d'Italia Paola Ambrogio: "Le parole di Grimaldi e Avs, secondo cui nella guerriglia di Askatasuna a Torino sarebbe stata creata ad arte una trappola da parte del Ministro dell'Interno legittimano la violenza antagonista".
Ultimo capitolo: il blocco antagonista anarchico entra a pieno titolo anche nella battaglia del referendum sulla giustizia.
I Carc, il partito estremista che si richiama alla sinistra extraparlamentare, annuncia: "Scendiamo in campo per il no contro il fascismo".