Moda, Milano Unica rilancia qualità della manifattura e dei materiali

Scritto il 20/01/2026
da AlTaliani

Aperto in Fiera Milano il salone dei tessuti e degli accessori d’alta gamma con 730 aziende che presentano le collezioni Primavera/Estate 2027. Segnali di ripresa del mercato con l'export fondamentale per le aziende Made in Italy

Milano Unica, il salone italiano dei tessuti e degli accessori d’alta gamma, ha inaugurato l’edizione numero 42 in Fiera Milano, dove, nei padiglioni 8-12 e 16-20, vengono presentate fino al 22 gennaio le collezioni Primavera/Estate 2027. Sono 730 le aziende partecipanti e in particolare, sono 585 (+5,2% rispetto all’ edizione di febbraio 2025) gli espositoriall’interno dei Saloni di Ideabiella, Moda In e Shirt Avenue, dove spicca il contributo di 137 aziende tessili europee (+25%), a cui si aggiungono 129 adesioni tra le Aree Speciali e gli Osservatori Korea e Japan e quelle di 16 case editrici. “Sono risultati tutt’altro che scontati, se si tiene conto dell’andamento del settore tessile e abbigliamento a livello nazionale e internazionale negli ultimi due anni, soprattutto nel segmento del lusso. A conferma che gli espositori italiani e, in maniera significativamente crescente, quelli europei trovano nella nostra manifestazione un supporto irrinunciabile per la promozione internazionale delle loro produzioni” ha commentato Simone Canclini, presidente di Milano Unica.

Il consuntivo 2025 della tessitura italiana, stimato dall’Ufficio Studi di Confindustria Moda, sulla base dei dati Istat dei primi nove mesi dell’anno, evidenzia una situazione ancora in sofferenza, nonostante il forte rallentamento dell’andamento negativo del fatturato e del valore delle esportazioni rispetto a quanto rilevato nel 2024 (-1,5% contro -8,8% il fatturato e -1,5% contro 10,7% l’export). Guardando ai singoli mercati di sbocco delle nostre esportazioni, nei primi nove mesi del 2025, Cina e Hong Kong, presi in considerazione congiuntamente, continuano ad essere il primo mercato che vale circa 200 milioni di euro, mentre rispettivamente fanno rispettivamente registrare cali del -17,7% e -24,7%. La Cina, da sola, si colloca al quarto posto, come quota di mercato, dietro a Francia (-3,1%), Germania (-1,3%) e Tunisia (+7,4%). In positivo, da segnalare: USA (+5,9%), Portogallo (+0,9%), Marocco (+14,4%), Polonia (+18%) e Gran Bretagna (+9,2%). “Guardando i dati con attenzione, possiamo trarre qualche indicazione ulteriore a sostegno di un moderato ottimismo - ha aggiunto Canclini -. Nel terzo trimestre 2024, infatti, il comparto, nel suo complesso, ha registrato un andamento positivo, a cui si affianca la crescita del fatturato dei comparti cotoniero e liniero, che recuperano le perdite accumulate nel biennio precedente. Tutti indicatori interpretabili come avvio di un auspicabile trend favorevole nel 2026”.

Introducendo la cerimonia inaugurale seguita da una tavola rotonda, Simone Canclini ha posto l’accento sul nuovo significato del lusso: “il lusso deve riportare al centro il valore della materia prima come fondamento di identità e credibilità dei brand. Una riflessione che comporta anche il superamento dello sbilanciamento dei rapporti di filiera, sempre più orientati a valle, e la progressiva perdita di competenze di prodotto. In un mercato premium e luxury in continua trasformazione, prodotto, qualità e competenza tornano elementi chiave del racconto”.
La tavola rotonda è stata preceduta dai saluti istituzionali di Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, Claudio Sgaraglia prefetto di Milano, Maurizio Forte direttore centrale per i settori dell’Export di Agenzia ICE, Giovanni Bozzetti presidente di Fondazione Fiera Milano e dal collegamento con il ministro dell’istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
“Milano Unica non è soltanto una fiera, ma un luogo di incontro, di visione e di futuro per il mondo dei tessuti e degli accessori di alta gamma e per l’intera filiera della moda. È qui che si esprime una delle forme più autentiche del Made in Italy, un comparto che genera 75 miliardi di euro di valore aggiunto grazie a oltre 50 mila imprese e più di un milione di addetti, rappresentando circa il 10% dell’export complessivo del Paese - ha sottolineato Giovanni Bozzetti -. La moda italiana ha costruito la propria grandezza sulla qualità del tessile e sulla completezza della filiera industriale, un patrimonio fatto di competenze, innovazione e saper fare che consente al Made in Italy di esportare nel mondo non solo prodotti, ma qualità, valore e identità. In questo contesto, fiere come Milano Unica sono veri motori di crescita e di sviluppo. Oggi però non basta celebrare ciò che siamo. Sostenibilità, digitalizzazione e innovazione non sono più opzioni, ma passaggi obbligati. La vera sfida è fare sistema, valorizzando con una visione comune il ruolo di imprese, fiere, istituzioni e territori, perché da soli si compete, ma insieme si costruisce il futuro del Made in Italy”.

Il dibattito, moderato da Nicola Porro, giornalista, saggista e conduttore televisivo, ha evidenziato il ruolo strategico della materia prima, ingrediente spesso invisibile ma decisivo, come leva di riconnessione tra marca e consumatore, oggi sempre più attento a coerenza tra prezzo e valore. Innovazione e qualità si confermano così non come astrazioni, ma come esperienza concreta fatta di materiali, performance, dettagli e durata.
A chiudere la cerimonia inaugurale Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy, che conferma la vicinanza delle istituzioni a un comparto strategico per il Paese. "Qui a Milano Unica siamo nel cuore del Made in Italy. L'abbigliamento è la prima delle famose 4A - con Alimentare, Arredamento, Automazione/Meccanica - e in particolare i nostri prodotti di alta gamma sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Questo perché il Made in Italy non è un'indicazione geografica, non vuol dire dove è fatto ma come è fatto: con passione, capacità, tradizione unita all'innovazione - ha spiegato Valentino Valentini -. Come abbiamo visto dai dati, in un contesto internazionale estremamente complesso, nell'ultimo biennio tutto il settore ha sofferto, sia a livello internazionale che interno, ma i dati della seconda parte del 2026 ci danno dei segnali di ottimismo. Il governo è attivamente impegnato per promuovere l'Italia e aprire nuovi mercati: lo testimoniano, ad esempio, la recentissima visita in Asia del presidente del Consiglio Giorgia Meloni ma anche il tour mondiale della nave Vespucci, che ha riscosso un grande successo”.

“E nuove prospettive si potranno aprire grazie all'accordo con i Paesi Mercosur. A fianco di questa attività a livello internazionale ha aggiunto Valentino Valentini- come Mimit abbiamo messo in campo una serie di misure: nell'ultima manovra sono state inserite norme e fondi per contrastare l'ultra fast-fashion e sono stati rifinanziati, con 500 milioni, i contratti di sviluppo. Rifinanziata, con 200 milioni nel 2026 e 450 milioni per il 2027, la Nuova Sabatini per il sostegno agli investimenti in beni strumentali delle Pmi e sono in arrivo i mini contratti di sviluppo per la moda previsti nel ddl Pmi. Tutti interventi con cui vogliamo sostenere e accompagnare le imprese nell'innovazione per continuare a competere sui mercati, forti delle qualità indiscusse che tutto il mondo ci riconosce".