È lo Chardonnay il protagonista principale dell’annata 2013 nella maison Krug, che ha avuto il privilegio di inaugurare il Private Restaurant di Langosteria, aperto qualche settimana fa al numero 10 di via Savona a Milano, con un appuntamento speciale, il battesimo dell’ultima edizione del Krug 2013, il millesimato che tutti i cosiddetti Krug Lovers attendono con ansia e che viene prodotto solo nelle annate che lo meritino.
La chef de cave di Krug, Julie Cavil, così spiega le caratteristiche del 2013: “Gli Chardonnay, rivelati dalle circostanze dell’anno, hanno espresso il loro pieno potenziale aromatico agrumato, esibendo note fresche, vivaci, precise ed eleganti. Gli storici appezzamenti della Maison, tra cui Ambonnay e il versante sud della Montagne de Reims, hanno dato risalto in modo particolare alla struttura lunga e schietta dei Pinot Noir. Infine, i Meunier hanno apportato tensione e linearità all’assemblaggio finale”.
Krug 2013 è la vibrante espressione di un’annata dal clima davvero peculiare, fresca e piovosa, che il comitato di degustazione della maison fondata a Reims nel 1843 da Jooseph Krug ha voluto definire “Exalted Citrus”. “Krug 2013 – spiega Cavil - evoca la simmetria e l’equilibrio di un giardino francese. Creato con vini potenti e tuttavia raffinati, questo champagne abbina una struttura decisa e scolpita a un’eleganza sobria e una frizzante nota agrumata”. Lo Chardonnay, come detto, segna la strada con un insieme di note agrumate alle quali le parcelle di Pinot Noir e di Meunier selezionate per accompagnarlo forniscono purezza e profondità. Si apre con note di limone e arancia amara, che lasciano poi spazio a toni tostati e a una scia di miele. In bocca è fresco, preciso, intenso e molto lungo. Un vino che, dopo 12 anni nelle cantine, è pronto per essere degustato ma può essere anche aspettato per goderne l’ulteriore evoluzione. Nella cena milanese ha accompagnato un Carpaccio di capesante bretoni con ricci di mare e lime, esempio del tipo di compagnia che il Krug 2013 ama frequentare.
Il 2013 è anche il protagonista principale della Grande Cuvée 169ème Édition, che ha chiuso la cena al Private Restaurant prestandosi a spalleggiare magnificamente il Pan brioche salame e gorgonzola. La Grande Cuvée è la massima realizzazione del sogno di Joseph Krug, l’espressione più compiuta dello stile e della visione della maison. “Per Krug Grande Cuvée 169ème Édition – commenta Cavil - le condizioni del 2013 hanno permesso a Cru come Ambonnay, Les Riceys, Verzy e Verzenay, di esprimersi e contribuire armoniosamente all’assemblaggio. Per accompagnare l’abbondante freschezza degli Chardonnay di quell’anno, la struttura dei suoi Pinot Noir e la tensione dei suoi Meunier, abbiamo selezionato degli Chardonnay di riserva del 2012, provenienti da Villers-Marmery, per la loro eleganza, insieme ad alcuni Pinot Noir della stessa annata, per infondere calore, contrasto e fruttuosità variegata. Sono stati scelti anche i Meunier di Sainte-Gemme del 2008 e 2009 per apportare generosità, ampiezza e ricchezza. Inoltre, vini di riserva di tutti i primi dieci anni del millennio hanno donato forza e patina all’assemblaggio, formando un contrasto con la freschezza del 2013”.
Krug Grande Cuvée 169ème Édition è un assemblaggio di 146 vini di 11 annate diverse, dal 2000 al 2013, con i vini di riserva che costituiscono all’incirca il 40 per cento dell’assemblaggio. Lo Chardonnay costituisce il 35 per cento, mentre il Pinot Noir fa la parte del leone con il 43 per cento e il Meunier si ritaglia il 22. La ricchezza di ingredienti e di sfumature data dall’enormità della tavolozza dà vita a uno Champagne generoso e sfaccettato: al naso note di agrumi, di frutta, di miele, che ritornano in bocca accompagnate da nocciola, zucchero d’orzo, mandorle, pasticceria e torrone.
La cena era stata aperta dalla sorella più giovane della Grande Cuvée, la 173ème Édition, che ha il suo perno nella vendemmia 2017: un assemblaggio di 150 vini di 13 differenti annate dal 2001 al 2017, con un 31 per cento di vini di riserva e una composizione quasi simile alla 169ème, con un 44 per cento di Pinot Noir, un 34 di Chardonnay e un 22 di Meunier. Uno Champagne che deve ancora esprimere il suo meglio ma che già esibisce una invidiabile rotondità. Al Private Restaurant di Langosteria ha avuto il compito di riempire i primi calici per accompagnare gli antipasti: tempura di calamaretti spill0 con maionese al peperoncino, polenta bianca e scampi, bignè con baccalà mantecato e caviale Reserve Oscietra, tacos con king crab. Piccola nota anche per il Krug 2011, comparso un po’ a sorpresa e dato in sposo alla Sogliola di Dover alla mugnaia che ha fatto da secondo piatto.
Krug è un nome leggendario tra gli amanti dello Champagne e dei grandi vini in genere. Fa suo da 183 anni la filosofia produttiva del fondatore Joseph Krug: nessun compromesso, millesimati solo nelle annate degne di questo onore, produzione ogni anno del migliore Champagne possibile a prescindere dal clima, creazione di una biblioteca di vini di riserva di molte annate diverse, attenzione al rispetto dell’individualità di ogni appezzamento e di ogni vigneto. “Da secoli la mia famiglia sfida le convenzioni, ecco perché quello stesso spirito anticonformista continua a ispirare anche oggi tutto quello che facciamo”, spiega Olivier Krug, direttore della maison ed esponente della sesta generazione della famiglia, presente anche lui alla cena milenese.