Chi non investe oggi nell'intelligenza artificiale rischia di non avere un domani. Il messaggio che arriva dal presidente di Assoreti (nonché ad di Banca Mediolanum), Massimo Doris, è netto: l'AI segna una linea di confine tra chi resterà sul mercato e chi ne sarà travolto. «Non sono assolutamente preoccupato per il nostro settore ma chi non dovesse investire nei prossimi anni nell'intelligenza artificiale andrà in grossa difficoltà o scomparirà», ha sottolineato Doris, paragonando la rivoluzione tecnologica all'arrivo di Internet negli anni Duemila: un cambiamento profondo, ma non tale da cancellare il modello tradizionale. Nel frattempo, sempre più italiani scelgono di affidare i risparmi alla consulenza finanziaria per proteggerli dall'inflazione e farli crescere nel tempo. I numeri del 2025 confermano una trasformazione strutturale nel modo in cui le famiglie gestiscono la propria ricchezza: il patrimonio complessivo seguito dalle banche-reti associate ad Assoreti ha raggiunto 1.007 miliardi, più che raddoppiato rispetto ai 434 miliardi del 2015 (+132%). Come ha ricordato anche il segretario generale di Assoreti, Marco Tofanelli, nell'ultimo anno la raccolta netta ha toccato il record di 60,8 miliardi. Non solo. Negli ultimi dieci anni il patrimonio sotto consulenza è cresciuto in media dell'8,4% annuo, un ritmo cinque volte superiore rispetto a quello stimato per gli altri operatori del mercato. Oggi le banche-reti rappresentano il 24,8% delle attività finanziarie delle famiglie italiane (+10% sul 2015). Dietro questi numeri ci sono 5,4 milioni di risparmiatori, circa 1,7 milioni in più rispetto a dieci anni fa (+46,9%). Tra il 2021 e il 2025 la raccolta netta ha superato i 258 miliardi, con oltre il 92% destinato agli investimenti. A fine 2025 il 61,9% delle masse era nel risparmio gestito, il 24,6% in titoli e solo il 13,5% in liquidità, un terzo rispetto agli altri intermediari. Negli ultimi dieci anni quasi il 90% degli investimenti in fondi aperti in Italia è stato generato dalle banche-reti. Parallelamente cresce l'attrattività della professione: nel 2025 gli under 35 rappresentano il 57,5% dei nuovi iscritti, una quota più che raddoppiata in dieci anni. Quanto alle prospettive con l'escalation in Iran, Doris ricorda che il 2025 «è stato un anno record» grazie ai 60,8 miliardi di raccolta netta e anche «gennaio è andato bene. Se nel giro di una settimana si risolve tutto, si può pensare di ripetere quei numeri. Ma se la guerra va avanti e i mercati perdono un 30%, non si fanno 60 miliardi, questo è poco ma sicuro».
Doris: "Chi non investe in IA destinato a scomparire"
Scritto il 04/03/2026