Tra i comuni in cui il “sì” ha prevalso sul “no” al referendum sulla Giustizia c’è Riace, in provincia di Reggio Calabria, da cui Mimmo Lucano ha iniziato la sua carriera politica come sindaco, prima di approdare al parlamento europeo dopo essere stato coinvolto in una lunga vicenda giudiziaria. Riace è diventato, suo malgrado, un Comune “pilota” per progetti di accoglienza di migranti, che sono stati bloccati dalle indagini che hanno travolto Lucano, che è andato a processo prima di arrivare al parlamento europeo.
Qui, a riace e nel cuore della Locride, il sì ha vinto con oltre il 55% delle preferenze, con un’affluenza inferiore alla media nazionale. Mimmo Lucano oggi è un esponente di Avs, il partito di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, lo stesso che ha eletto Ilaria Salis in Europa e Aboubakar Soumahoro nel parlamento italiano, tra gli altri. In quanto tale, l’ex sindaco di Riace ha fatto la sua dichiarazione di voto per il “no” seguendo la linea di partito e confermando l’ipocrisia di una sinistra che non votava nel merito della riforma, come ci si sarebbe aspettati, ma contro il governo di Giorgia Meloni. “Votare ‘no’ al referendum mi tormenta e mi turba. Sia chiaro: io lo farò. Voterò ‘no’ contro questa Destra… Ma per la mia vicenda personale, confesso che mi richiede uno sforzo enorme”, ha dichiarato solo poche settimane fa a il Foglio.
“Io sono stato vittima di un grande equivoco giudiziario ma al tempo stesso orchestrato consapevolmente. Sono stato vittima di magistrati che mi hanno imbrogliato. Che hanno giocato con me. Che si sono detti: ‘Quest’uomo va fermato’. La mia coscienza mi porta a crociare No. Ma lo farò senza entusiasmo, ecco. E ovviamente senza fare campagna elettorale”, sono state le sue parole. I suoi cittadini, evidentemente più coerenti di lui e più centrati sul merito della riforma, hanno invece chiesto che questa Giustizia potesse essere cambiata e, invece, anche per voti ideologici come quelli dell’ex sindaco, per lunghi anni a venire questo non accadrà.