Al Barattolo di Torino, il cosiddetto "suk" tra Porta Palazzo e Barriera di Milano, l'abusivismo continua a dilagare. E mentre la politica discute, sul territorio sembra regnare l'impotenza. È quanto denunciano i consiglieri di Fratelli d'Italia della Circoscrizione 7 dopo l'ennesimo sabato mattina segnato dalla presenza massiccia di venditori non autorizzati lungo via Carcano. La segnalazione è partita dai consiglieri Patrizia Alessi e Domenico Giannini, che raccontano una scena surreale: "Abbiamo chiamato il 112 che ci ha passato la polizia municipale. Nessuno ha fatto nulla. Anzi, ci hanno detto che lo sapevano e se dovevano chiamare la Guardia Nazionale. Comunque chiederemo la registrazione della telefonata".
Una risposta che fotografa, secondo il centrodestra, uno stato di resa. La polizia locale, stretta tra carenza di mezzi e indicazioni politiche poco chiare, sembrerebbe ormai rassegnata di fronte a un fenomeno che da anni trasforma il mercatino del libero scambio in una zona franca dell'illegalità. E dire che proprio qui, dove il Barattolo era nato con l'intento di favorire il riuso e il baratto tra cittadini, la situazione era finita più volte al centro di scontri durissimi tra i due schieramenti: da un lato chi denunciava merce taroccata e degrado, dall'altro chi invocava la tutela dei più fragili. Solo poche settimane fa Comune e Regione avevano annunciato con soddisfazione un accordo per una regolamentazione più stringente del mercato. Una svolta che avrebbe dovuto mettere ordine e restituire legalità. Ma la realtà vista sabato racconta tutt'altro, facendo emergere dubbi sull'effettiva applicazione delle nuove regole.
Come se non bastasse, a complicare ulteriormente il quadro, nelle stesse ore il Consiglio comunale ha approvato una mozione a guida Movimento 5 Stelle. Il testo, presentato dalla pentastellata Valentina Sganga, impegna sindaco e giunta a chiedere alla Regione "una revisione dell'impostazione normativa e della convenzione sul mercato del libero scambio" e a fare in modo che "nell'ambito delle competenze comunali, ci si attivi per garantire la continuità e la funzione sociale del Barattolo, evitando che l'applicazione della nuova disciplina regionale ne determini uno svuotamento sostanziale". Nella mozione si ribadisce inoltre che "Il Barattolo" è un progetto storico della città, "nato come strumento di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale, fondato sui principi del riuso, dell'economia circolare e dell'inclusione, offrendo a persone in condizioni di fragilità economica la possibilità di integrare il proprio reddito in un contesto riconosciuto e governato dall'amministrazione pubblica". Insomma, la sinistra ha chiarito ancora una volta da che parte sta.
Tra buone intenzioni e realtà sul campo, però, resta un dato evidente: il "suk" continua a prosperare fuori dalle regole. E a Torino, ancora una volta, la sensazione è che l'ideologia conti più della legalità. Insomma, la partita è tutt'altro che chiusa.