"Un incubo durato un’ora”. Lo racconta al Corriere della Sera l’ex senatore della Lega Alberto Filippi, rapinato e sequestrato per un’ora nella sua villa ad Arcugnano, in provincia di Vicenza, da un gruppo di quattro malviventi incappucciati e armati. In casa c’erano anche la moglie e le figliolette che, per fortuna, sono rimaste illese. “Era una cosa che non avrei mai potuto immaginare prima che succedesse. - continua l’imprenditore - Certe cose bisogna viverle per capire, anche se sarebbe meglio evitarle”. Il bottino si aggirerebbe sui 3 milioni di euro. Le indagini sono affidate ai carabinieri di Vicenza.
La ricostruzione
Il drammatico episodio si è verificato intorno alle ore 23 di ieri, venerdì 17 aprile. Secondo una prima ricostruzione, i banditi si sarebbero nascosti dietro un cespuglio e hanno atteso l’arrivo di Filippi. Mentre l’imprenditore parcheggiava l’auto in garage, i malviventi lo hanno raggiunto e picchiato. “Sono sbucati da dietro. - spiega l’ex senatore leghista - Mi hanno riempito di pugni. A un certo punto, hanno armato una pistola e me l’hanno puntata in mezzo agli occhi: lì mi hanno obbligato ad aprire la porta di casa”. Uno dei banditi ha trattenuto Filippi nella stanza al piano terra, puntandogli un cacciavite sull’addome, mentre la moglie e le figlie (una di 13 anni e l’altra di 11) sono state sequestrate in camera da letto. “Un’ora terribile, - aggiunge Monica, la moglie dell’imprenditore - ma almeno a me e alle mie figlie non hanno fatto del male. A mio marito è andata peggio”.
Il bottino da 3 milioni di euro
I ladri hanno trafugato orologi, borse firmate e altri preziosi. “Hanno fatta razzia. - precisa Filippi - chiedendo determinate cose, determinati valori che erano il frutto dei sacrifici di una vita messi da parte”. Il bottino è ancora da quantificare ma, secondo quanto trapela da alcune indiscrezioni di stampa, si aggirerebbe sui 3 milioni di euro. L’imprenditore ha riportato alcune ferite: “Al pronto soccorso credo mi abbiano dato dieci giorni di prognosi, - dice - ma se devo essere sincero, il referto lo ha letto il mio avvocato”. Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire la dinamica dell’accaduto e identificare i banditi. Le telecamere che circondano l’abitazione potrebbero aver ripreso le varie fasi dell’agguato: “Potrebbero dare una grossa mano”, aggiunge la vittima.
“Nulla sarà più come prima”
Sessanta minuti di inferno: “Un’ora terribile”, ripete con un filo di voce Filippi. Lui, la moglie e le figlie sono ancora sotto choc: “Devo dire che sia mia moglie che le bambine hanno dimostrato di essere veramente una grandissima famiglia, con gli attributi e le spalle larghe”. Resta la paura: “Sicuramente non sarà più nulla come prima. - conclude l’imprenditore. Dovrò controllare sempre l’allarme. Queste sono cose che ti segnano”.