Quanto è affidabile lo smartwatch contro l'ipertensione

Scritto il 12/02/2026
da agi

AGI - L'uso diffuso degli smartwatch potrebbe aiutare a scoprire casi di ipertensione non diagnosticata, ma con limiti importanti che variano in base all'età e ai gruppi di popolazione. È quanto emerge da un nuovo studio guidato da Adam Bress dell'University of Utah Health, condotto insieme a ricercatori della University of Pennsylvania e pubblicato su Jama, che stima l'impatto reale delle notifiche di ipertensione introdotte sugli smartwatch di ultima generazione.

L'analisi valuta per la prima volta, su scala di popolazione, come questi dispositivi possano modificare la probabilità che una persona adulta senza diagnosi sappia di avere la pressione alta.

Lo studio prende le mosse dall'autorizzazione concessa nel settembre 2025 dalla Food and Drug Administration statunitense alla funzione di notifica dell'Apple Watch, uno strumento "senza bracciale" che utilizza sensori ottici per individuare schemi di flusso sanguigno compatibili con l'ipertensione. Sebbene la funzione non abbia valore diagnostico, i ricercatori hanno voluto capire che cosa accadrebbe se venisse usata su larga scala come strumento di screening nella popolazione adulta.

Risultati dello studio per fasce d'età

Analizzando dati rappresentativi a livello nazionale degli adulti statunitensi che non sapevano di avere la pressione alta, il team ha stimato come cambierebbe la probabilità reale di ipertensione dopo aver ricevuto, o meno, una notifica. I risultati mostrano differenze marcate per fasce d'età: tra i giovani sotto i 30 anni, un avviso aumenta la probabilità di avere ipertensione dal 14% al 47%, mentre l'assenza di un avviso la riduce al 10%. Tra gli over 60, invece, un alert fa salire la probabilità dal 45% all'81%, ma l'assenza di notifica lascia comunque un rischio elevato, pari al 34%. Secondo gli autori, questo significa che quanto più l'ipertensione è diffusa in un gruppo, tanto più una notifica è affidabile, mentre la mancanza di un avviso diventa meno rassicurante.

Ipertensione: un killer silenzioso

"L'ipertensione è un 'killer silenzioso': nella maggior parte dei casi non dà sintomi ed è la principale causa modificabile di malattie cardiovascolari", spiega Bress. Per questo, gli autori sottolineano che le notifiche degli smartwatch possono essere utili per spingere le persone a rivolgersi al sistema sanitario, ma non devono sostituire le misurazioni tradizionali con apparecchi a bracciale, in ambulatorio o a domicilio.

Rischi e necessità di conferma clinica

Lo studio avverte anche del rischio opposto: una falsa rassicurazione. Chi non riceve notifiche potrebbe rinunciare ai controlli raccomandati dalle linee guida, che prevedono misurazioni periodiche soprattutto dopo i 40 anni. Per questo, i ricercatori ribadiscono che ogni segnalazione proveniente da dispositivi indossabili deve essere confermata con misure cliniche standard.

Prospettive future e integrazione tecnologica

Il team prevede ora studi successivi per stimare quanti adulti riceverebbero falsi positivi o falsi negativi, analizzando anche differenze regionali, di reddito e di livello di istruzione. L'obiettivo è capire come integrare in modo sicuro queste tecnologie emergenti nella prevenzione cardiovascolare, evitando che uno strumento promettente diventi fonte di confusione o di mancata diagnosi.