Media tourism, ovvero cinema, tv, piattaforme, social come “motori” del turismo, della scelta delle destinazioni, vera leva di sviluppo economico dei territori, fenomeno messo in evidenza e analizzato a Bit 2026, la Borsa internazionale del turismo aperta fino a questo giovedì 12 in Fiera Milano. Secondo una ricerca di JFC Tourism & Management, in Italia il media tourism genera infatti circa 600 milioni di euro l’anno e 1,3 milioni di pernottamenti direttamente collegati a film e serie, oltre a 11 milioni di visite giornaliere nei luoghi delle produzioni: è il fenomeno del cosiddetto set-jetting.
Così molte regioni italiane si sono trasformate da semplici location in ecosistemi produttivi permanenti che attraggono produzioni italiane e internazionali. La Veneto Film Commission calcola che, tra il 2020 e il 2024, siano state realizzate in regione 106 produzioni tra film, serie e documentari, come la serie tv Un passo dal cielo e il film Città di pianura, con una ricaduta stimata in circa 118 milioni di euro distribuito su tutte le province.
In Puglia, spiega la Apulia Film Commission, solo tra il 2020 e il 2024 139 produzioni hanno generato 79,6 milioni di indotto diretto e 160 milioni di indotto indiretto. Solo le 50 giornate di lavorazione de Il Commissario Ricciardi girate a Taranto hanno prodotto 1,66 milioni di euro di spesa locale.
Tra il 2023 e il 2025, la Toscana Film Commission ha registrato in media 150 produzioni l’anno, con un indotto economico medio di 10 milioni di euro annui. Le province più scelte sono Firenze, Pisa, Lucca e Siena, set di produzioni come I Delitti del Barlume, Disclaimer, The Brutalist, FBI International e Il Mostro.
Fenomeno al centro del palinsesto del Travel Makers Fest, il nuovo format di contenuti e relazioni di BIt: il viaggio è sempre più un prodotto narrativo, costruito attraverso immagini, storie, volti e media. Lo dimostra il caso di successo della Route 66 negli Usa, cento anni tra letteratura, cinema e musica riletti dall’esperto di storytelling Cristiano Carriero, o le case history delle Film Commission con la giornalista di Rolling Stone Benedetta Bragadini.
Il dibattito sull’ intreccio con il celebrity marketing ha coinvolto registi come Stefano Lodovichi, con il film Netflix Il Falsario, attori quali Camilla Filippi, produttori come Francesco Lopez di OZ Film e la regista e sceneggiatrice Chiara Battistini, nota per le docuserie La Mala Banditi a Milano per Sky.
Lodovichi racconta come diventa protagonista una destinazione: “Nel mio ultimo film ‘Il Falsario’, prodotto da Cattleya e uscito su Netflix, racconto la Roma degli anni Settanta”, spiega. “Ho scelto di mostrare una Roma calda, ricca di storia, ‘da cartolina’ perché è così che la vede il protagonista, un giovane avventuriero che arriva in città con un grande sogno. Quando si racconta il contemporaneo, invece, è importante fare ricerca di luoghi non visti, non conosciuti. Che poi, spesso, diventano nuove destinazioni”.
Il fotografo Mattia Zoppellaro ha allargato il discorso al racconto visivo mentre le firme de Il Corriere della Sera, tra le quali Venanzio Postiglione, Gian Antonio Stella e Roberta Scorranese, hanno evidenziato il ruolo dei media tradizionali nella costruzione dell’immaginario del viaggio.
Giovedì 12 febbraio la narrazione dei territori torna al centro con I luoghi del cinema e delle serie Tv che fanno viaggiare il mondo (ore 10.15, Travel Expert Arena), talk dedicato a come film e serie trasformino le location in mete di culto globale, dal Lago di Brienz di Crash Landing on You a Notting Hill, da Emily in Paris a Game of Thrones fino alla Nuova Zelanda de Il Signore degli Anelli. Con Community travel: quando i content creatori trasformano il viaggio in esperienza condivisa (ore 12.15, Innovation Arena), la giornalista Nicole Fouquè dialoga con Diana Bancale (In Viaggio da Sola) e Mattia e Guido (Charmen) sul ruolo delle community digitali nelle scelte di viaggio. Infine, nella seconda sessione di In viaggio con il Corriere della Sera. Da 150 anni le nostre firme raccontano il mondo (ore 13.00, Main Stage 1), Camila Raznovich, Daniel Lumera, Marco Quattrone, Francesca Gambarini e Beatrice Rotta mostrano come il racconto giornalistico contribuisca a costruire l’immaginario del viaggio.

