La svolta inclusiva degli scout cattolici: "sì" alle guide Lgbt

Scritto il 29/05/2026
da Andrea Cuomo

Agesci apre a gay-lesbo-trans. Esulta l'Arcigay: "Una giornata importante"

Il rispetto e il riconoscimento sono "direzioni non trattabili". L'Agesci, l'Associazione guide e scout cattolici italiani, che raccoglie 183mila iscritti dagli otto anni in su, spiega così una decisione a suo modo rivoluzionaria: accettare d'ora in poi persone di ogni orientamento sessuale come guide. La novità è contenuta nel documento approvato "all'unanimità" dal consiglio generale "Identità di genere e orientamento sessuale e affettivo".

"Consapevoli che la pedagogia dell'accoglienza - si legge nel testo -, radicata nella quotidianità del nostro servizio educativo, non è oggetto di discernimento, diventa imprescindibile promuovere percorsi volti al superamento di sentimenti e atteggiamenti omolesbobitransfobici" che "costituiscono un ostacolo al riconoscimento, all'inclusione e all'integrazione nei nostri gruppi, e in tutti i livelli associativi, di capi e capo, ragazzi e ragazze".

Paole burocratiche, goffe, che nascondono piccoli drammi andati in onda nel corso dei decenni. "In passato - spiega Paolo Di Tota, delegato dell'Agesci - è successo che ci siano stati dei casi di abbandono da parte di alcune guide (sia maschi, sia femmine) che si sono sentite discriminate. Questo è avvenuto perché non eravamo pronti. Si tratta di pochissimi casi, che possiamo contare sulle dita di una mano ma proprio perché abbiamo sempre parlato di accoglienza e di ascolto c'era bisogno di ribadirlo e lo abbiamo fatto con questo documento".

A chi avanza il dubbio che la novità possa far storcere la bocca a qualcuno, "non abbiamo paura di perdere iscritti - risponde Di Tota -. Per noi l'accoglienza è al primo posto nei confronti di chiunque, non facciamo distinzioni tra i ragazzi e le ragazze sarebbe strano farlo tra adulti".

La novità è accolta con comprensibile sollievo da Arcigay: "Questa notizia - commenta Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay - mette fine a una lunga storia di isolamento e discriminazione. Per anni persone Lgbtqia+ sono state escluse, costrette a nascondersi, allontanate da un contesto educativo che avrebbe dovuto formarle alla comunità e ai valori". "Oggi prosegue Piazzoni - è una giornata importante. Non solo per gli scout, ma per l'intero Paese. Perché un'associazione educativa così diffusa e radicata sceglie l'inclusione e manda un segnale chiaro: le persone Lgbtqia+ non sono un problema, sono una risorsa. Anche nel servizio educativo. Anche nelle comunità cristiane".

Di umore totalmente opposto Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia, che vede la scelta come il fumo negli occhi: "L'Agesci parla apertamente di identità di genere, nonostante il magistero della Chiesa e tutti gli ultimi Pontefici abbiamo negli ultimi anni, denunciato a più riprese il rischio educativo e la colonizzazione ideologica che arriva dall'ideologia gender. Cosa insegneranno i capi a bambini e adolescenti? Che ognuno potrà percepirsi di qualsiasi genere a prescindere dalla propria realtà biologica maschile e femminile? In barba a qualsiasi insegnamento del magistero e del Catechismo della Chiesa cattolica".