Il 30 aprile prossimo scadranno i termini per aderire alla Rottamazione quinquies, la nuova misura attraverso cui i contribuenti potranno accedere a una forma di concordato per la risoluzione del debito nei confronti del fisco.
Si tratta, pertanto, di una misura di pace fiscale entrata in vigore con la Legge di Bilancio 2026, ma già nota ai contribuenti italiani essendo solo l’ultimo capitolo di una lunga serie di provvedimenti iniziati ormai dieci anni fa e giunti, come suggerisce il nome stesso, al quinto provvedimento entrato in vigore.
Nel corso degli scorsi anni milioni di italiani hanno aderito alle varie edizioni della rottamazione; ma quali “debiti” dovuti al fisco rientrano tra quelli per cui è possibile definire con l’Agenzia delle entrate un piano di rientro? Quali sono le differenze rispetto alle precedenti rottamazioni e, soprattutto, come aderire?
Entriamo più nel dettaglio.
Rottamazione quinquies: cos’è e come funziona
Introdotta con la legge di bilancio 2026, la Rottamazione quinquies è uno attraverso cui i contribuenti che aderiscono “accedono” ad una definizione agevolata delle cartelle esattoriali attraverso cui regolarizzare i debiti affidati all’Agente della riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
La rottamazione prevede il pagamento della sola quota capitale e delle spese di notifica ed esecuzione, con l’azzeramento di sanzioni, interessi e aggio. Non saranno dunque dovuti gli interessi e le sanzioni inclusi negli stessi carichi, gli interessi di mora, le cosiddette “sanzioni civili”, accessorie ai crediti di natura previdenziale, e l’aggio.
Possono essere inseriti nella misura i debiti :
derivanti dall’omesso versamento delle imposte emerse dalle dichiarazioni annuali, nonché dagli esiti dei controlli automatici e formali sulle stesse;
derivanti dall’omesso versamento dei contributi previdenziali dovuti all’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento;
derivanti da sanzioni amministrative irrogate per violazioni del Codice della strada dalle competenti amministrazioni dello Stato.
Inoltre, potranno essere inseriti i debiti già inclusi nelle precedenti tre rottamazioni o nel “saldo e stralcio” per i quali i contribuenti sono decaduti, nonché quelli già oggetto della Rottamazione quater (e relativa riammissione) per i quali, alla data del 30 settembre 2025, sono stati persi i benefici.
Restano invece esclusi i debiti già inseriti in piani di pagamento della Rottamazione quater (e relativa riammissione) per i quali, alla stessa data del 30 settembre 2025, risultano versate le rate scadute.
Come funziona e in che modo presentare la domanda
Come anticipato sopra, le domande devono essere trasmesse in via telematica sul sito di Agenzia delle entrate-Riscossione entro il prossimo 30 aprile.
Prima di aderire, è logicamente possibile richiedere il prospetto informativo accedendo con le proprie credenziali all’area riservata del sito di Agenzia, nella sezione “Definizione agevolata”.
Una volta presentata, l’Agenzia invierà, entro il 30 giugno 2026, una risposta ufficiale:
di eventuale accoglimento o rigetto della domanda;
l’ammontare delle somme dovute e ricalcolate senza sanzioni e interessi;
il calendario di rateizzazione degli importi esatti e ogni singola rata;
i bollettini precompilati per l’intero piano.
Il contribuente potrà scegliere se procedere al pagamento in un’unica soluzione o se rateizzare in un massimo di 54 rate bimestrali in 9 anni con importo minimo per rata di 100 euro e con l’applicazione di un interesse di dilazione del 3% annuo.
Il piano decade se non si paga la prima rata o l’unica soluzione, se si salta il pagamento di due rate anche non consecutive e se si effettua un pagamento insufficiente o in ritardo.
Differenze rispetto alle precedenti Rottamazioni
La prima differenza riguarda la durata del piano, che passa da un limite massimo di 18 rate in 5 anni per la Rottamazione quater e precedenti, a 54 rate bimestrali, estendendo il pagamento su circa 9 anni.
Inoltre, nella nuova misura è possibile inserire i debiti delle vecchie rottamazioni a patto che la decadenza sia avvenuta entro il 30 settembre 2025.
Un’altra differenza riguarda gli interessi di rateizzazione che salgono dal 2 al 3% annuo e, infine, novità importante, non necessariamente potrebbero essere “accettati” i consueti 5 giorni di tolleranza nel pagamento.

