Groenlandia, dilemma europeo: deterrenza o aperture agli Usa

Scritto il 20/01/2026
da Francesco De Remigis

Ipotesi di colloquio Trump-von der Leyen a Davos. Merz spinge per la linea morbida, Parigi insiste sulla fermezza. Ungheria pronta a sfilarsi da una dichiarazione congiunta

Per ridimensionare le bordate d'Oltreoceano non è bastata la standing ovation che il Parlamento europeo ieri a Strasburgo ha riservato a Roberta Metsola. Quando la presidente dell'Eurocamera ha dichiarato che l'Ue sta con la Danimarca e con la Groenlandia "in maniera unita e determinata", ribadendo che l'isola non è in vendita e che nessuna minaccia di dazi può cambiare il fatto che la sovranità dev'essere rispettata, c'è stato l'applauso dei deputati; in futuro potrebbero essere chiamati a esprimersi sull'opzione del "bazooka economico" per placare Trump. Ma lo Strumento Anti-Coercizione pensato tre anni fa per fronteggiare la competizione con la Cina, e che oggi Macron vorrebbe applicare agli Usa imponendo all'America restrizioni sull'import/export di beni e servizi, limitazioni agli investimenti e ai diritti di proprietà intellettuale e all'accesso ad appalti Ue, al momento resta solo un'ipotesi. Come indicato dal cancelliere tedesco Merz, si deve evitare qualsiasi escalation sulle tariffe commerciali, aggiungendo che gli Stati Uniti sanno che l'Ue ha gli strumenti per reagire.

Le discussioni a Davos con Trump dovrebbero servire a capire se ci sono margini di manovra comune sull'isola. Ma né lo "spirito di dialogo" proposto come claim dal Forum né le mediazioni in corso offrono certezze. Merz ieri si è associato alla premier Meloni per il dialogo, senza contare le eventuali conseguenze di una contesa che può colpire tecnologia, finanza e import Usa, ma pure far male alle aziende europee.

Per ora si sbandierano strumenti come "deterrenza", come il pacchetto da 93 miliardi di dollari di dazi. La Commissione europea tiene il punto: si farà tutto il necessario per proteggere gli interessi economici Ue. Intanto, Copenaghen e Nuuk, capitale della Groenlandia, hanno proposto una missione Nato sull'isola optando per un rinforzo di soldati danesi: altri 100 per prendere parte all'operazione Nato in nuce, Arctic Endurance, ad oggi priva di "cappello". Un raddoppio del contingente ed esercitazioni con gli Stati europei che per il n.1 del Comando Artico danese, il generale Andersen, proseguiranno "per un anno, forse due". Al contempo, i funzionari danesi annunciano il forfait al World Economic Forum per l'intensificarsi della disputa con la Casa Bianca.

Clima d'attesa e alleati guardinghi anche dentro l'Ue. Il cancelliere tedesco ha riconosciuto che la propensione tedesca a gestire la situazione con prudenza è diversa da Parigi: "La Francia è colpita dai dazi Usa in misura diversa, i francesi vorrebbero reagire con più fermezza". No a passi falsi e agende fitte: possibile colloquio Trump-Von der Leyen domani a Davos in attesa del Consiglio europeo dei 27 capi di Stato e di governo giovedì a Bruxelles. Un vertice straordinario dove la sfaldatura continentale potrebbe essere più evidente: l'Ungheria non sosterrebbe una dichiarazione congiunta sull'isola in quanto "non è una questione europea, ma bilaterale tra Danimarca e America".

Domenica, tra i 27 ambasciatori, c'è stato un allineamento sulla difesa "del diritto internazionale e dell'integrità territoriale". Ma le ricette per arrivarci sono variopinte. Tolte le tinte fosche francesi, e un clima di incertezza che ha già scatenato sui mercati la corsa ai beni rifugio, primo fra tutti l'oro, diverse sono le interpretazioni sul pericolo russo e cinese. Non minacce immediate, ma potenziali, la linea di Copenaghen che mantiene un canale aperto con la Casa Bianca. "Collaboriamo con l'esercito Usa da decenni...". Parte dei danesi è dispiegata sulla base Usa di Pituffik. Il segretario generale della Nato Rutte ieri ha pure incontrato il ministro della Difesa danese e della Groenlandia, i quali hanno parlato con l'Alto rappresentante Ue Kallas. Ma Rutte ieri si è limitato a dire che i 32 membri Nato continueranno a lavorare come alleati. Mercoledì e giovedì la riunione dei capi dello Stato maggiore. Si proverà a "slegarla" dal clima che serpeggia. Quasi da divorzio.