"Troppa burocrazia e costi enormi favoriscono la Cina"

Scritto il 29/05/2026
da Fabrizio de Feo

Il segretario dei Conservatori Antonio Giordano: "Salvare i legami con gli Usa"

Onorevole Antonio Giordano, segretario generale dei Conservatori e Riformisti Europei, lei è in Romania, a Cluj, insieme a parlamentari di tutta Europa ma anche degli Stati Uniti. Parlerete di "sovranità economica europea". Che cosa significa concretamente per il vostro partito?

"Vuol dire difendere le filiere industriali, garantire autonomia energetica e ridurre le dipendenze strategiche dalla Cina alle catene globali che la pandemia e le crisi successive hanno dimostrato essere fragili. Ma la consapevolezza europea passa anche dalla consapevolezza del rapporto fondamentale con gli Stati Uniti d'America, con i quali l'Europa è legata ormai da 80 anni".

Giorgia Meloni ha criticato un'Europa troppo burocratica e distante dall'economia reale. Qual è oggi il principale limite dell'Ue?

"Il principale limite è che produce norme senza valutare davvero il loro impatto sull'economia reale. Come ha detto Meloni, l'Ue è diventata un gigante burocratico: molto efficace nel moltiplicare regole, ma meno capace di costruire una strategia industriale e di difendere i propri interessi nello scenario globale. Un'asimmetria che si traduce in perdita di competitività, minori investimenti e delocalizzazioni".

L'Europa rischia di indebolire la propria competitività in nome dell'ideologia?

"Se imponiamo costi enormi alle nostre imprese mentre altri grandi attori globali non seguono le stesse regole, finiamo per delocalizzare produzione, posti di lavoro ed emissioni ed è quanto sta accadendo nell'automotive e in diversi comparti colpiti dalle rigidità del Green Deal. Sostenibilità e competitività devono avanzare insieme".

C'è il rischio che l'Ue, nata per proteggere il mercato europeo, finisca per favorire Cina e Usa?

"Sì, ed è un tema centrale. Se l'Europa impone standard sempre più onerosi alle proprie imprese ma continua ad aprire il mercato a prodotti che non rispettano le stesse regole, crea una concorrenza squilibrata che avvantaggia economie con costi energetici più bassi, meno vincoli ambientali e forti sussidi di Stato".

Quali sono le prime tre misure che una nuova Europa conservatrice dovrebbe mettere in campo per rilanciare la crescita?

"Primo: una semplificazione burocratica immediata e drastica. Secondo: una politica energetica pragmatica che includa tutte le fonti disponibili, nucleare di nuova generazione compreso. Terzo: un piano strutturale per difendere le filiere strategiche semiconduttori, farmaceutica, acciaio, difesa con incentivi agli investimenti produttivi e strumenti dedicati alle Pmi".