De Luca si autoelegge sindaco di Salerno. L'ira dei vertici Pd: "Siamo al feudalesimo"

Scritto il 20/01/2026
da Pasquale Napolitano

L'ex governatore fa sloggiare il primo cittadino per tornare a guidare la città. E Schlein infuriata manda avanti i suoi

Torna lo sceriffo e annuncia l'unità di polizia speciale contro i Maranza. Schlein si infuria e manda avanti il mastino Sandro Ruotolo per bloccare il ritorno a Salerno, come sindaco, di Vincenzo De Luca. "A Salerno aria di feudalesimo" attacca Ruotolo. Venerdì mattina, l'attuale sindaco di Salerno Enzo Napoli(ex capo gabinetto di De Luca) si è dimesso. Non c'è una crisi politica. Non ci sono tensioni in maggioranza. C'è solo la richiesta del suo padrino politico Vincenzo De Luca, mollata la poltrona in Regione Campania dopo 10 anni, di riprendersi la stanza al Comune di Salerno. Bisogna fare spazio allo sceriffo. Si ritorna dove tutto è iniziato. Il sindaco Napoli nella lettera di dimissioni ha parlato di "mutati equilibri politici". Motivazione che l'avrebbe spinto a dimettersi quasi due anni prima della scadenza naturale del mandato. A Salerno si sarebbe votato nella primavera del 2027. Con le dimissioni del sindaco, che diventeranno effettive dopo 20 giorni, si ritorna al voto in primavera. Troncando la consiliatura 1 anno e mezzo prima. Ovviamente la mossa di Napoli e il ritorno di De Luca mettono in allarme Elly Schlein. Il Pd pensava di essersi liberato dello sceriffo. E invece nulla da fare. Il Pd nazionale sta premendo sul sindaco Napoli affinché ritiri le dimissioni. Però siamo nel campo di un corto circuito senza precedenti. L'area campana di Schlein (Sandro Ruotolo e Marco Sarracino) preme per bloccare il ritorno di De Luca. In Campania il Pd è in mano a Piero De Luca, figlio dell'ex governatore. Che però non dice unna parola. Con chi sta? Con il papà o con Schlein? Una storia che ricorda le commedie napoletane. L'altra strada che studia il Nazareno è quella di proporre una coalizione alternativa a De Luca alla tornata elettorale. Organizzare un campo largo con un altro candidato. Anche se si porrebbe il problema di Piero De Luca. Su quale palco salirà? Quello di papà o del Pd? Il Ms5 spinge per un campo largo senza De Luca. "Nessun problema", fanno sapere dallo staff dell'ex governatore. Già in passato De Luca ha vinto le elezioni comunali senza il sostegno del suo partito (all'epoca Pds). Sul fronte del centrodestra, si muove la commissione Antimafia. Forza Italia deposita un esposto in Prefettura. Il senatore Gianluca Cantalamessa, capogruppo della Lega in commissione Antimafia, ha già annunciato la presentazione di un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno "per fare piena luce sulle dimissioni del sindaco" perché "Vincenzo Napoli non si è dimesso, è stato dimesso". In Puglia c'è un altro cacicco che ritorna: il 16 gennaio scorso il presidente della Regione Antonio Decaro ha firmato il decreto di nomina per Michele Emiliano come consigliere del neogovernatore. Addio (per sempre) toga.