Allarme in Serie A: c’è la carestia. Sono tutti affamati di gol

Scritto il 04/03/2026
da Alessandro Ruta

Solo Lautaro è in doppia cifra, un inedito nel nostro campionato. Toccato il fondo tra rotazioni e mediocrità

Arrivare in doppia cifra di gol in un campionato è bene o male la richiesta minima che si fa a un attaccante: un traguardo che non vuol dire nulla in sé, ma che tutto sommato è un certificato di qualità. La Serie A, in tal senso, è la peggiore d'Europa, a questo punto dell'annata sportiva: solo un calciatore, Lautaro Martinez, ha scollinato quota 10 dopo 27 giornate, due terzi di campionato. Con i suoi 14 gol guarda da lontano altri 4 colleghi fermi a 9: Nico Paz e Douvikas del Como, Hojlund del Napoli e Leao del Milan.

Negli altri campionati europei la situazione è ben diversa. In Inghilterra ce ne sono 8 in doppia cifra, con una giornata in più disputata, ma già in Spagna ne troviamo 8 con un turno in meno (26): nelle leghe con 18 partecipanti, Francia e Germania, troviamo rispettivamente 5 e 9 giocatori in doppia cifra, in 24 giornate. Il Bayern Monaco da solo ne ha 3, 'drogando' un po' queste statistiche. In generale, anche scendendo di livello tra i vari campionati (Turchia, Belgio, Olanda, Portogallo, Scozia, Svizzera, Polonia), siamo sempre il fanalino di coda.

Questa, poi, è la prima volta nella storia della Serie A a girone unico che si verifica un simile record al contrario. Come minimo dopo 27 giornate c'erano stati due calciatori in doppia cifra: e bisogna risalire alla stagione 1987-88, allo scudetto del Milan di Sacchi, per trovare solamente Maradona e Careca del Napoli a 14 e 12 gol rispettivamente. Insomma, non si è mai arrivati a una penuria del genere. E se è vero che la quota più bassa di gol dopo 27 giornate la stabilì Pruzzo nel 1981-82 con 13, in quella stagione altri due attaccanti avevano già scollinato i 10, guadagnandosi la pagnotta: Bivi del Catanzaro e Pellegrini del Napoli. Bei tempi invece quelli in cui a questo punto del campionato si trovava gente regolarmente intorno ai 20 gol: Higuain, Cristiano Ronaldo, Vieri, Shevchenko, Batistuta, Signori, Van Basten, Paolo Rossi, Chinaglia, Boninsegna, Altafini, Charles, indietro fino ai 31 gol di Angelillo dell'Inter, nel 1959.

Erano altri tempi, probabilmente altre difese, ma soprattutto gli attaccanti avevano un altro spessore, anche quelli delle squadre della media e bassa classifica. Oggi con appena 3 gol, perlomeno in questo campionato, si può essere capocannoniere della propria squadra: la Lazio, per esempio, con Cataldi, Cancellieri, Pedro, Isaksen e Zaccagni. Si ruotava anche meno, giocavano sempre gli stessi. Un anno fa, però, sempre dopo la giornata 27, in doppia cifra erano in 6: Retegui, Kean, Thuram, Lookman, il solito Lautaro e Lucca. Tre di questi (Retegui, Lookman e Lucca) non sono più in Serie A, ma non è arrivato, numeri alla mano, nessuno di meglio.