Sole oscuro per Jannik Sinner nella giornata più inattesa del Roland Garros 2026. Perché il numero uno del mondo, quello che negli ultimi mesi aveva trasformato la continuità in una forma di dominio quasi irreale, sul Philippe Chatrier si è mostrato fragile, vulnerabile, perfino impotente davanti al proprio corpo. La clamorosa eliminazione al secondo turno contro l'argentino Juan Manuel Cerúndolo vittorioso in rimonta con il punteggio di 3-6, 2-6, 7-5, 6-1, 6-1 non è stata soltanto una sorpresa sportiva. È stata una partita spezzata in due, un racconto drammatico che fino a metà del terzo set sembrava destinato a trasformarsi nell'ennesima dimostrazione di superiorità di Sinner e che invece si è lentamente convertito in un incubo agonistico. Il match era iniziato a mezzogiorno, sotto un caldo pesante ma non proibitivo e Jannik era in pieno controllo. Sul 5-1 del terzo set, a un passo dalla vittoria, il volto del 24enne nostrano ha iniziato a cambiare. Il linguaggio del corpo si è fatto pesante, lo sguardo perso. L'azzurro ha accusato un forte malessere generale, problemi di stomaco, conati di vomito. Poco dopo, sul 5-4 e 0-40 al servizio, ha chiesto l'intervento del fisioterapista ed è rientrato dagli spogliatoi dopo un controllo della pressione. Ma non era più lui. "A metà del terzo set non trovavo più nessuna energia", ha raccontato in conferenza stampa. E quella frase, più del risultato, fotografa il momento esatto in cui la partita è cambiata per sempre. Da lì in avanti il numero uno del mondo si è progressivamente svuotato. "Non ho dormito bene, stamattina non mi sentivo al meglio", ha spiegato ancora l'altoatesino, non legando l'accaduto alle alte temperature. "Poi ho fatto una doccia e mi sono ripreso. Durante il match mi è arrivata come una botta nel terzo set. In questa partita non ho visto la via d'uscita". Ed è proprio questo il punto che rende la giornata parigina così destabilizzante: a Sinner, semplicemente, non succede quasi mai, ricordando la striscia di 30 successi consecutivi dopo il ko di Doha contro il ceco Mensik. Il pusterese non ha cercato alibi. "Non è giusto guardare indietro e dire che ho giocato troppo o che avrei dovuto saltare Madrid o Roma", ha spiegato, rinviando ogni valutazione ai controlli medici che effettuerà nei prossimi giorni. "Ora ho davvero bisogno di recuperare anche mentalmente". L'azzurro lascia a Parigi 1250 punti ATP, pur mantenendo un margine importante su Carlos Alcaraz, ora distante 3540 punti, non potendo completare il Carrer Grand Slam. Ma il dato che colpisce di più è un altro: dopo nove Slam consecutivi conquistati tra Jannik e Carlitos, il Roland Garros 2026 incoronerà un nuovo campione. L'ultimo Slam vinto da un giocatore diverso dai due dominatori della nuova generazione restano gli US Open 2023 di Novak Djokovic. Eppure, dentro questa sconfitta inattesa e quasi surreale, c'è forse anche una lezione più ampia. Per mesi Sinner è sembrato inattaccabile, superiore perfino all'imprevedibilità dello sport. Il Philippe Chatrier, invece, ha ricordato che il tennis resta un territorio fragile, dove nulla è scritto. "Ci vediamo a Wimbledon", ha detto, annunciando che non giocherà tornei di preparazione sull'erba. Una promessa semplice, con l'obiettivo di tornare più forte.

