Pierina Paganelli, il giallo dei messaggi e dell’amante: “Così proteggevo Louis”

Scritto il 18/04/2026
da Angela Leucci

In aula pesa il nodo del movente, tra chat sospette, intercettazioni e il dubbio su chi abbia davvero usato il telefono di Manuela la sera del delitto

Il movente è un braccio di ferro. Nel processo per l’omicidio di Pierina Paganelli, la 78enne trucidata a Rimini il 3 ottobre 2023, nel vano afferente ai garage del condominio in cui viveva, è il presunto movente che continua a tenere banco in aula: l’imputato Louis Dassilva avrebbe ucciso per proteggere la sua relazione extraconiugale con la nuora della vittima Manuela Bianchi, come sostengono gli inquirenti, oppure no?

Quarto Grado ha mandato in onda i video dei loro incontri: Dassilva ne aveva girati diversi, in cui lui e Bianchi si mostrano sorridenti, o in cui la donna è intenta in alcune attività. Manuela Bianchi aveva definito l’imputato nella sua testimonianza “l’uomo che ho più amato nella mia vita, questo che lo senta bene dovunque è”. Mentre invece Dassilva ha teso sempre a rimpicciolire la portata della relazione con Manuela Bianchi: “Le davo l’aiuto che potevo e consigli. Le mancavano coccole, parole dolci ma sapeva che se si innamorava era un problema suo. Lo sapeva che la mia intenzione era quella di divertirmi”, ha spiegato agli inquirenti. In studio lo psichiatra Massimo Picozzi ha commentato: “Il sentimento di Louis mi sembra più sul divertimento. Alleggerisce il movente, certo”, mentre all’esperto il sentimento di Manuela appare “più profondo, totalitario”.

Ma c’è dell’altro. Come un’intercettazione del 27 novembre 2023, in cui Manuela Bianchi parla con un’amica riferendosi a Dassilva: “Io ho fatto l’impossibile per cercare di proteggerlo ma non… proteggere la sua vita”. E aggiunge in merito all’omicidio: “Io non sono stata. Ho avuto la disgrazia di trovarla”. Va ricordato che Bianchi aveva detto inizialmente di aver trovato il corpo della suocera per caso, mentre nella primavera del 2025, nei giorni in cui stava per cadere l’indizio della Cam 3 (la videocamera di sorveglianza che inquadra un uomo uscire dal condominio pochi istanti dopo le 22.13, l’ora del delitto), aveva collocato Dassilva nei pressi della scena del crimine la mattina successiva, ovvero il 4 ottobre 2023: in quell’occasione Dassilva avrebbe consigliato a Bianchi di non salire dai garage che c’erano dei vetri rotti, che poi sono risultati essere i barattoli di conserva che Paganelli aveva con sé quando è stata aggredita.

Nell’intercettazione si fa riferimento a uno scambio di messaggi via WhatsApp relativo alla sera del 3 ottobre tra le 21.17 e le 22.15. Per comprendere bisogna fare un passo indietro: è la sera del delitto, Pierina Paganelli è a un’adunata dei Testimoni di Geova e sta rientrando a casa. Dassilva si troverebbe in casa propria, così come Manuela Bianchi, intenta a vedere l’adunata in streaming con il fratello e la figlia. Le analisi tecniche indicano che ci sarebbe stato uno scambio tra i telefoni dell’imputato e della nuora della vittima, sebbene lei neghi. “Mi manchi tantissimo”, avrebbe scritto Dassilva. Al quale sarebbero giunte tre risposte da Bianchi: “Lo so - con un’emoji - Per me sono giorni terribili e ieri ancora di più con quello che è successo. Domani mi giudicheranno e mi sento sola, non potendo parlarti. Sei il mio amore grande”. Nell’ultimo messaggio partito dallo smartphone di Bianchi c’è scritto: “Buonanotte tesoro bello come il sole”.

Nell’intercettazione, come accennato, si parla proprio di questo presunto scambio. Bianchi dice infatti all’amica: “Io ho scritto qualcosa quella sera? Io non ho scritto niente. Cioè sono andata in crisi io e poi quando ho visto il modo di scrivere, cioè il modo di scrivere le cose, la faccina che c’è in fondo, la faccina con la bocca in giù che non la uso mai, mai usata in vita mia. Cioè ho detto no, qui hanno rifatto qualc… cioè io non ho scritto niente quella sera”. Sostanzialmente Bianchi nega che si stesse confidando via messaggio durante l’adunata. Qualcuno ha utilizzato il suo smartphone dato che non riconosce neppure le abitudini di scrittura?

Intanto i legali dell’ex marito di Bianchi Giuliano Saponi hanno chiesto una proroga di indagini in merito all’incidente occorso all’uomo, mentre si recava al lavoro, una domenica di maggio 2023. L’incidente ha mandato Saponi in coma e il suo ritorno a casa dall’ospedale era programmato pochi giorni dopo il delitto. In pratica, la sua difesa vuole capire se l’incidente sia stato una casualità oppure se sia stato un agguato. Parte dell’opinione pubblica crede peraltro che l’incidente di Saponi e l’omicidio della madre siano collegati in qualche modo.